{"id":642,"date":"2019-03-27T09:09:42","date_gmt":"2019-03-27T08:09:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comprensivobosisio.it\/viaggiatori\/?p=642"},"modified":"2019-03-27T09:26:40","modified_gmt":"2019-03-27T08:26:40","slug":"annibale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.comprensivobosisio.it\/viaggiatori\/annibale\/","title":{"rendered":"Annibale"},"content":{"rendered":"<p><strong><u><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-655 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.comprensivobosisio.it\/viaggiatori\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/guerre-puniche.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"312\" \/> CARTAGINE<\/u><\/strong><\/p>\n<p>(testo liberamente tratto dal libro \u201cAnnibale\u201d di Gianni Granzotto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il popolo di Cartagine non era un popolo guerriero; era tenuto lontano da una simile inclinazione dai luoghi dove viveva e dai suoi ideali.<\/p>\n<p>Il mondo era quel che era, persino per proteggere la tranquillit\u00e0 bisogna sfoderare la spada; figurarsi quando si trattava di governare i traffici, difendere le rotte, espandere il raggio d\u2019azione!<\/p>\n<p>Cartagine aveva una flotta su misura per i suoi commerci, ben addestrata e signora dei mari. Con essa arriv\u00f2 su tutta la costa africana che andava da Tangeri a Cirene, avanz\u00f2 nella Spagna fino all\u2019 Ebro; tappa dopo tappa si spost\u00f2 da un\u2019isola all\u2019altra: le Baleari, la Sardegna, il lato orientale della Sicilia, Malta. Tutto era Cartaginese\u2026<\/p>\n<p>Un impero dentro al Mediterraneo. I luoghi dove sbarcava divennero stazioni per il commercio, oppure porti per la pesca. I confini erano fatti per i mercanti, non per i guerrieri; per difendersi crearono un esercito di mercenari, cio\u00e8 di uomini pagati pe proteggere i territori fenici.<\/p>\n<p>Lo storico Polibio era vicinissimo ad Annibale nel tempo, quasi contemporaneo a lui, nel senso che egli nacque qu<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-653 alignleft\" style=\"font-size: 16px;\" src=\"https:\/\/www.comprensivobosisio.it\/viaggiatori\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/annibale-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/>ando ancora Annibale non era morto.<\/p>\n<p>Livio invece nacque poche generazioni dopo, ma con l\u2019appoggio di altri storici ricostru\u00ec la storia di Annibale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Amilcare, generale, padre di Annibale, fu l\u2019 unico condottiero cartaginese a non essersi mai piegato davanti ai Romani; sapeva che i Romani non erano invulnerabili e che si poteva fronteggiarli e vincerli, come egli pi\u00f9 volte aveva fatto nella campagna di Sicilia.<\/p>\n<p>Non erano invulnerabili, ma molto potenti, cos\u00ec com\u2019erano potenti sia la flotta, sia l\u2019esercito romani.<\/p>\n<p>Amilcare venne sconfitto e da allora, nella testa e nel cuore di Annibale bambino non ci fu spazio che per la VENDETTA.<\/p>\n<p>A 9 anni Annibale giur\u00f2 odio contro Roma nello stesso momento in cui il padre lasci\u00f2 Cartagine per l\u2019esilio. Raccontano di questo giuramento Polibio, Livio, Cornelio Nepote, Floro.<\/p>\n<p>IL PIANO DI VENDETTA di Annibale era basato su tre punti:<\/p>\n<p>1 \u2013 il fattore pi\u00f9 importante del predominio romano era stata la graduale conquista del dominio sui mari, quindi era necessario evitare battaglie navali;<\/p>\n<p>2 \u2013 bisognava, invece, attaccare Roma per via terra e muovere rapidamente nell\u2019impresa, per precedere qualunque tentativo o opportunit\u00e0 del nemico di controbattere;<\/p>\n<p>3 \u2013 i popoli gallici della Pianura Padana (Celti) erano calati improvvisamente vero Roma, nella primavera del 225 a.C.. Queste moltitudini in tempesta varcarono le fragili frontiere settentrionali dell\u2019Impero Romano, raccolsero per via il rinforzo di altre trib\u00f9 liguri e delle citt\u00e0 etrusche e s\u2019 inoltrarono negli Appennini fino a 3 soli giorni di marcia da Roma. Poi per\u00f2 furono sconfitti dai Romani che avevano rinforzato le difese sulle terre tra Ancona e Rimini.<\/p>\n<p>Furono sottomessi i Boi a Bologna, oltre il Po, Piacenza e Cremona.<\/p>\n<p>Annibale pensava che forse questi popoli si sarebbero alleati con lui contro l\u2019odiato nemico.<\/p>\n<p>La forza di Roma consisteva, dunque, nella compattezza degli alleati, nell\u2019esercito\u00a0 (che poteva richiamare riserve, cio\u00e8 cittadini tra i 17 e i 46 anni) e nelle legioni di cittadini romani.<\/p>\n<p>Annibale si prepar\u00f2 all\u2019autofinanziamento, con grande libert\u00e0 di movimenti: costru\u00ec un esercito preparatissimo con cavalieri numidi, soldati iberici resistenti alle lunghe marce, i Celti per gli assalti.<\/p>\n<p>Il CASUS BELLI (della guerra) ebbe origine a Sagunto nel 219 a.C.: la citt\u00e0 iberica fu assediata pe 8 mesi da Annibale con un esercito numeroso che sarebbe poi arrivato fino al Po attraversando la Spagna, i Pirenei e le Alpi, per un percorso di 1.500 km, in grado di conservare la capacit\u00e0 di combattere di fonte al nemico anche al termine di una marcia estenuante.<\/p>\n<p>L\u2019esercito romano era composto da 100.000 fanti, 70.000 cavalieri, 270,000 cittadini romani, 380.000 Italici, 60.000 soldati a cavallo, per un totale di 800.000 uomini.<\/p>\n<p>L\u2019 esercito di Annibale era composto da 90.000 fanti, 10.000 cavalieri e 37 elefanti. Annibale part\u00ec nella primavera del 218 a.C. e giunse, con una media di 20 km al giorno, ai Pirenei dopo la met\u00e0 di agosto. Roma, quando seppe che Annibale aveva valicato i monti Pirenei, fece un errore di misura e, sottovalutando il pericolo, mand\u00f2 un esercito a fronteggiare Annibale, ma l\u2019esercito arriv\u00f2 al fiume Rodano in ritardo ed Annibale era gi\u00e0 partito verso nord, cio\u00e8 verso le Alpi.<\/p>\n<p>Nessuno \u00e8 in grado di poter dire esattamente quale sia stato l\u2019itinerario che Annibale segu\u00ec per attraversare le Alpi. Gli storici dell\u2019epoca non citano i luoghi, ma solo i popoli che Annibale incontr\u00f2.<\/p>\n<p>Polibio e Livio dicono che Annibale arriv\u00f2 sulle Alpi l\u2019 ultima decade (dieci giorni) di ottobre, scrivono: \u201cAnnibale arriv\u00f2 alla sommit\u00e0 del passo sulle Alpi nel momento in cui tramonta la costellazione delle Pleiadi\u201d, che corrisponde proprio alla fine di ottobre).<\/p>\n<p>Polibio dice che la \u201csommit\u00e0\u201d era quella del Moncenisio, mentre Livio dice che era il Monginevro. A quell\u2019epoca si poteva passare anche dal Brennero e dal S. Bernardo, ma per Annibale erano troppo a nord e con troppa neve.<\/p>\n<p>Quando fin\u00ec di passare nel suo esercito erano rimaste solo 26.000 unit\u00e0: da questo momento rimarr\u00e0 in Italia per 15 anni.<\/p>\n<p>Prosegu\u00ec la discesa verso Roma e in contr\u00f2 l\u2019esercito romano al fiume Trebbia.<\/p>\n<p>L\u2019esercito romano fu spinto da Annibale e dal suo esercito nel fiume gelido e fu sconfitto. Per\u00f2 ormai era inverno inoltrato e la guerra si ferm\u00f2.<\/p>\n<p>In primavera i due eserciti si trovarono sul lago Trasimeno: l\u2019esercito romano era comandato da Flaminio, il quale per\u00f2 non riusc\u00ec a capire dove si trovasse l\u2019esercito di Annibale, cos\u00ec fu circondato e morirono pi\u00f9 di 20.000 soldati romani.<\/p>\n<p>Roma era a 120 km di distanza, A SOLO UNA SERIMANA DI MARCIA!<\/p>\n<p>I Romani bruciarono i ponti e fecero resistenza ad Annibale in ogni modo possibile.<\/p>\n<p>Allora Annibale decise di andare verso l\u2019Adriatico per far riposare i suoi uomini e attendere rinforzi da Cartagine.<\/p>\n<p>L\u2019esercito romano ora era comandato da Quinto Fabio Massimo, il quale evit\u00f2 gli contro diretti con il nemico Annibale, ma continu\u00f2 ad infastidirlo con scorrerie e attacchi ai rifornimenti, senza mai fronteggiare il grosso dell\u2019esercito.<\/p>\n<p>A Canne si ebbe per\u00f2 un\u2019 altra sconfitta di truppe romane, comandate da Varrone che non si accorse di essere circondato e fu ucciso.<\/p>\n<p>L\u2019esercito cartaginese giunse a Capua e qui si ferm\u00f2: aveva pochi uomini e\u00a0 non poteva sostenere l\u2019assedio di Roma che era difesa da 12 legioni di soldati.<\/p>\n<p>Capua era una cittadina mercantile, ricca ed ebbe un\u2019 accoglienza \u201cmorbida e tiepida\u201d che indusse Annibale ai famosi \u201cozi di Capua, cio\u00e8 si ferm\u00f2 per un po\u2019 a riposare.<\/p>\n<p>Intanto Roma si riprese: costru\u00ec un nuovo esercito, eresse fortificazioni, costru\u00ec strade, cerc\u00f2 alleanze ed assedi\u00f2 Capua (che alla fine si arrese e fu distrutta).<\/p>\n<p>Annibale allora and\u00f2 in Puglia e cerc\u00f2 di mandare rifornimenti a Capua assediata, ma i romani intercettarono il convoglio e lo presero.<\/p>\n<p>Allora Annibale marci\u00f2 su Roma, pensando che il grosso dell\u2019esercito fosse a Capua, ma si rese conto di non avere forze sufficienti e pens\u00f2 di andare nuovamente e sud, a Taranto. Per\u00f2 il comandante della guarnigione lo trad\u00ec e l\u2019esercito romano entr\u00f2 nella citt\u00e0 nel 209 a.C..<\/p>\n<p>Intanto in Spagna era cominciata la guerra tra Asdrubale, fratello di Annibale, e Publio Cornelio Scipione (che verr\u00e0 poi soprannominato \u201cl\u2019Africano\u201d\u2026); Scipione aveva gi\u00e0 combattuto giovanissimo, a Canne, ed ora aveva 25 anni. L\u2019esercito di Asdrubale, in Spagna, sconfisse una volta i romani, ma sub\u00ec a sua volta una disfatta e Scipione tolse a Cartagine tutte le colonie spagnole.<\/p>\n<p>Asdrubale marci\u00f2 verso l\u2019Italia per unirsi al fratello Annibale: arriv\u00f2 al Po nel 207 a.C., a 12 anni dall\u2019inizio della guerra tra Roma e Cartagine. I romani intercettarono i messi di Asdrubale e lo sconfissero al fiume Metauro, uccidendolo.<\/p>\n<p>Nella primavera del 204 a.C. Scipione part\u00ec per l\u2019Africa, per attaccare Cartagine stessa. Annibale venne richiamato in patria e si scontr\u00f2 con Scipione nella battaglia di Zama. Scipione ha dalla sua parte anche l\u2019esercito di Massinissa, re di Numidia, prima alleato di Cartagin e poi passato dalla parte dei romani per avere in cambio una parte del territorio cartaginese. Annibale fu circondato da due eserciti e fu sconfitto.<\/p>\n<p>Il generale per\u00f2 non mor\u00ec e riusc\u00ec, con un colpo di stato, ad amministrare Cartagine per due anni, ma Roma cre\u00f2 attorno a lui delle inimicizie ed Annibale fu obbligato a dimettersi, proprio come era accaduto\u00a0 suo padre e dovette andarsene dalla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Annibale and\u00f2 ad Adrumeto, a coltivare viti ed ulivi e torn\u00f2 a Cartagine nel 196 a.C.: vi rimase per latri due anni, ma poi fu esiliato definitivamente e si avvelen\u00f2 a 64 anni, per non cadere nelle mani dei romani a Libissa e il suo corpo fu bruciato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CARTAGINE (testo liberamente tratto dal libro \u201cAnnibale\u201d di Gianni Granzotto) &nbsp; Il popolo di Cartagine non era un popolo guerriero; era tenuto lontano da una simile inclinazione dai luoghi dove viveva e dai suoi ideali. 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